fiscale-it·15 min lettura·15 giugno 2026

Cedolare secca 26

Cedolare secca 26% quarto immobile 2026 calcolo esempi

Cedolare secca 26% quarto immobile 2026: calcolo ed esempi

L'aliquota della cedolare secca sulle locazioni brevi sale al 26% dal quarto immobile destinato a tale uso nello stesso periodo d'imposta. La regola è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023 art. 1 c. 63) modificando l'art. 4 del DL 50/2017, e confermata per il 2026 dalla Manovra senza modifiche. I primi 3 immobili restano al 21%, dal 4° in poi scatta il 26%. La scelta su quale apt destinare al 26% spetta al contribuente in dichiarazione. Sopra i 4 immobili scatta inoltre l'obbligo di partita IVA (presunzione di impresa, Legge 178/2020 art. 1 c. 595).

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Capitolo 01 / 12

Cosa dice davvero la norma

La cedolare secca, regime sostitutivo introdotto dall'art. 3 DLgs 23/2011 per le locazioni abitative, è stata estesa agli affitti brevi dall'art. 4 c. 2 del DL 50/2017 (decreto del 24 aprile 2017). Inizialmente era prevista l'unica aliquota al 21% per tutti gli immobili.

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto il doppio binario:

  • 21% sul primo immobile destinato a locazione breve nel periodo d'imposta (a scelta del contribuente)
  • 26% dal secondo immobile in poi → poi corretto nella formulazione definitiva → dal 4° immobile

Dato

La formulazione finale (in vigore dal 1° gennaio 2024 e confermata 2026): aliquota 21% per chi destina fino a 4 immobili alla locazione breve, aliquota 26% se gli immobili sono più di uno ma la scelta del contribuente è sul singolo immobile da assoggettare al 21% se possiede più immobili in locazione breve.

Attenzione

La formulazione effettiva applicata 2024-2026 dall'Agenzia Entrate (Circolare 10/E del 2024): aliquota 21% solo per un immobile (scelta dal contribuente in dichiarazione), aliquota 26% per gli altri, fino a un massimo di 4 immobili totali. Oltre 4 immobili: obbligo P. IVA (vedi partita IVA affitti brevi).

Interpretazione corretta 2026 — Circolare 10/E

Per il 2026 la lettura operativa consolidata è la seguente:

N. immobili in locazione breve Aliquota cedolare
1 immobile 21%
2 immobili 1° al 21% + 1 al 26% (scelta host)
3 immobili 1° al 21% + 2 al 26%
4 immobili 1° al 21% + 3 al 26%
5+ immobili Cedolare non applicabile → P. IVA obbligatoria

Dato

Ricaviamo una regola pratica: cedolare 21% disponibile solo per un singolo immobile per contribuente, scelto in dichiarazione. Gli altri immobili in locazione breve scontano cedolare al 26%. Dal 5° immobile non è più ammessa cedolare: scatta presunzione di impresa con partita IVA.

"

Tip

La scelta dell'immobile al 21% spetta al contribuente in dichiarazione: conviene assoggettare al 21% l'immobile con canone più alto per massimizzare il risparmio.

02

Capitolo 02 / 12

Calcolo passo-passo con esempi

Cedolare secca 26% quarto immobile 2026 calcolo esempi

Vediamo il calcolo per diverse configurazioni di portafoglio.

Caso 1: host con 1 solo immobile (21%)

Marco ha un bilocale a Bologna affittato breve. Ricavi 2026: 22.000 €.

  • Cedolare 21% × 22.000 = 4.620 €
  • Niente acconti se ricavi anno precedente < 51,65 €
  • Versamento saldo a giugno 2027 (codice F24 1842)

Senza cedolare: IRPEF a scaglioni 23-43% + addizionali ≈ 5.700-7.500 € a seconda altri redditi. Cedolare risparmia ~1.100-2.900 €/anno.

Caso 2: host con 2 immobili (1×21 + 1×26)

Caterina ha due bilocali a Roma. Ricavi:

  • Apt A (Trastevere): 28.000 €
  • Apt B (Prati): 18.000 €

Scelta ottimale: 21% su apt A (canone più alto).

  • Apt A: 21% × 28.000 = 5.880 €
  • Apt B: 26% × 18.000 = 4.680 €
  • Totale cedolare: 10.560 €

Se avesse scelto inversamente (21% su apt B):

  • Apt A: 26% × 28.000 = 7.280 €
  • Apt B: 21% × 18.000 = 3.780 €
  • Totale: 11.060 €

Risparmio scelta ottimale: 500 €/anno.

Caso 3: host con 4 immobili (1×21 + 3×26)

Davide ha 4 apt a Firenze. Ricavi totali 76.000 € (uno da 26.000, tre da 16.700 cad.).

  • Apt 1 (al 21%): 26.000 × 21% = 5.460 €
  • Apt 2-3-4 (al 26%): 50.000 × 26% = 13.000 €
  • Totale cedolare: 18.460 €

Dato

Aliquota media effettiva: 18.460 / 76.000 = 24,3%. Molto vicina al 26% perché 3 dei 4 immobili sono al 26%.

Caso 4: confronto cedolare vs forfettario a 4 apt

Davide può scegliere di non avvalersi della cedolare e passare a P. IVA forfettario (volontariamente, perché la soglia 4 immobili è il limite massimo cedolare, non l'obbligo P. IVA).

Cedolare18.460 € (come sopra) + niente INPS (privato)

Forfettario76.000 × 40% = 30.400 € imponibile → 15% = 4.560 € + INPS gestione separata 26,07% × 30.400 = 7.926 € → totale 12.486 €

Risparmio forfettario sul fiscale: 18.460 - 12.486 = 5.974 €/anno.

Ma Davide perde:

  • Semplicità: forfettario richiede contabilità (anche se semplificata)
  • Costo commercialista: ~800-1.500 €/anno
  • CCIAA: ~120 €/anno
  • Iscrizione INPS (ma è risparmio previdenziale, non perdita)
  • Eventuale SCIA al Comune se offre servizi para-alberghieri

Differenziale netto effettivo5.974 - 1.500 (commercialista + CCIAA) = ~4.500 €/anno a favore del forfettario. Soglia di break-even: ricavi ~45.000 €/anno.

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Capitolo 03 / 12

Alternative per restare al 21%

Per chi vuole evitare l'aliquota 26%, ci sono quattro strade pratiche.

Strategia 1: cessione di un immobile

Vendere uno dei 4 immobili per ridurre il portafoglio a 3. Conviene se il valore di mercato è alto e il rendimento da locazione breve è marginale.

Attenzione

La vendita può generare plusvalenza tassabile al 26% (per immobili posseduti <5 anni) o esente (>5 anni). Va valutata con commercialista in ottica complessiva.

Strategia 2: locazione lunga su uno o più immobili

Convertire un immobile da affitto breve a locazione lunga (4+4 o 3+2). La cedolare sulla locazione lunga abitativa resta al 21% (libero mercato) o 10% (canone concordato), e l'immobile non rientra nel conteggio dei "4 immobili" perché non è destinato a locazione breve.

Dato

Esempio: 4 apt, di cui 3 in locazione breve e 1 in locazione lunga. Conteggio cedolare breve: 3 immobili → 1 al 21% + 2 al 26%. L'apt in locazione lunga ha cedolare separata al 21% (o 10% se canone concordato).

Strategia 3: cohousing o cessione comodato

Cedere uno dei 4 immobili in comodato gratuito (a familiari o terzi) lo esclude dal conteggio degli immobili "destinati a locazione breve". Soluzione formale ma efficace se l'immobile non genera reddito significativo.

Strategia 4: co-host strutturato

Affittare uno degli immobili a un co-host professionista che lo gestisce come operatore terzo: il proprietario non è più "destinatario diretto" della locazione breve, ma incassa un canone fisso da locatario professionale.

Attenzione

La struttura giuridica del co-host strutturato richiede contratto chiaro, partita IVA del co-host e analisi della titolarità reale dei ricavi: l'Agenzia in verifica può riqualificare la struttura come fittizia. Valutare con commercialista.

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Capitolo 04 / 12

Conteggio "immobili": cosa dice la prassi

La definizione di "immobile destinato a locazione breve" non è banale. La Circolare 10/E 2024 ha chiarito alcuni punti:

Cosa conta come "immobile"

  • Unità immobiliare urbana autonoma: ogni unità con accatastamento separato (categoria A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11) conta come 1 immobile
  • Stanze in coabitazione: ogni stanza affittata separatamente conta come 1 immobile, anche se nella stessa unità catastale
  • Pertinenze (cantine, box auto, garage): non si contano se accatastate come pertinenze (categoria C/2, C/6, C/7)

Cosa NON conta come immobile destinato

  • Immobile occupato dal proprietario o familiari (residenza principale)
  • Immobile locato come abitazione principale del conduttore (locazione lunga 4+4)
  • Immobile a disposizione ma non locato nell'anno
  • Immobile in ristrutturazione o inagibile (categoria F/3, F/4)

Quando si conta il periodo di destinazione

Si considera "destinato a locazione breve" l'immobile effettivamente offerto sul mercato (con annuncio attivo Airbnb/Booking) per almeno una notte nell'anno fiscale, anche se di fatto non è stato locato per mancanza di prenotazioni.

Dato

Esempio: 5 apt, di cui 1 in vendita non più offerto in locazione → 4 immobili contano per la soglia. Se l'apt in vendita ha avuto anche una sola prenotazione nei primi 3 mesi del 2026 prima della vendita → entra nel conteggio.

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Capitolo 05 / 12

Implicazioni patrimoniali: la soglia psicologica dei 4 immobili

Restare a 4 immobili in locazione breve è il massimo possibile senza scattare la presunzione legale di impresa. Salire al 5° immobile comporta:

  1. Obbligo apertura partita IVA entro 30 giorni
  2. Iscrizione CCIAA registro imprese (con codice ATECO 55.20.51 o 68.20.01)
  3. Iscrizione INPS gestione separata
  4. Scelta regime fiscale: forfettario (se <85k ricavi) o ordinario
  5. Eventuali SCIA comunali se servizi para-alberghieri
  6. Fine cedolare secca: i ricavi vanno in regime impresa (forfettario o ordinario), niente più 21%/26%

Dato

La soglia 4 immobili è quindi doppia:

  • Soglia fiscale cedolare: dal 2° immobile aliquota 26%
  • Soglia giuridica impresa: dal 5° immobile obbligo P. IVA

Tra le due, la prima incide subito sul fisco; la seconda cambia la natura giuridica dell'attività.

Tabella decisionale completa

Configurazione Cedolare 21% Cedolare 26% P. IVA
1 immobile Sì (su 1) No No
2-4 immobili senza servizi Sì (su 1) Sì (altri) No
1-4 immobili con servizi Sì (su 1)* Sì (altri)* Sì (impresa)
5+ immobili No No Sì obbligatoria

*Se i servizi configurano impresa, la cedolare non è applicabile e si passa a regime impresa.

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Capitolo 06 / 12

Quattro scenari decisionali

Scenario 1 — Host con 4 apt e ricavi alti

Lucia ha 4 apt a Milano con ricavi 110.000 €/anno (uno da 38.000, tre da 24.000).

Cedolare38.000 × 21% + 72.000 × 26% = 7.980 + 18.720 = 26.700 €

Forfettario (P. IVA volontaria): 110.000 × 40% × 15% = 6.600 € + INPS 11.471 € = 18.071 €

Differenza: -8.629 € a favore del forfettario. Conviene aprire P. IVA forfettario.

Scenario 2 — Host con 4 apt e ricavi bassi

Davide ha 4 apt in piccoli centri toscani, ricavi 32.000 €/anno (uno da 14.000, tre da 6.000).

Cedolare14.000 × 21% + 18.000 × 26% = 2.940 + 4.680 = 7.620 €

Forfettario32.000 × 40% × 15% = 1.920 € + INPS 3.336 € + commercialista 1.500 € = 6.756 €

Differenza: -864 € a favore del forfettario. Conviene marginalmente forfettario, ma se Lucia preferisce semplicità resta in cedolare.

Scenario 3 — Host che cede un immobile per restare a 3 apt

Federica ha 4 apt e valuta vendita di uno (valore 220.000 €). Ricavi 4 apt: 64.000 €/anno.

Cedolare attuale24.000 × 21% + 40.000 × 26% = 5.040 + 10.400 = 15.440 €/anno

Dopo vendita (3 apt, ricavi 50.000 €): 24.000 × 21% + 26.000 × 26% = 5.040 + 6.760 = 11.800 €/anno

Risparmio fiscale: 3.640 €/anno. Ma Federica perde 14.000 €/anno di ricavi dall'apt venduto. Conviene vendere solo se il ricavato della vendita (220.000 €) genera rendimento alternativo superiore.

Dato

Calcolo break-even: 220.000 € investiti devono rendere >14.000 € - 3.640 € + costo opportunità ≈ 5,2% lordo annuo. Con BOT/BTP attuali (~3,5%) non conviene; con investimento alternativo (azioni, fondi) può convenire.

Scenario 4 — Conversione 4 apt in regime ordinario

Andrea ha 4 apt vintage a Venezia ad alta gestione (manutenzioni, restauri continui, alti costi). Ricavi 95.000 €, costi reali 32.000 €/anno.

Cedolare24.000 × 21% + 71.000 × 26% = 5.040 + 18.460 = 23.500 €

Ordinario (P. IVA): utile = 95.000 - 32.000 = 63.000 € → IRPEF a scaglioni ~22.000 € + INPS ~16.430 € = 38.430 €

In questo caso la cedolare è ampiamente più conveniente. Il regime ordinario diventa interessante solo se i costi superano il 50% dei ricavi, condizione rara per affitti brevi.

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Capitolo 07 / 12

Cosa cambia con la Manovra 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato senza modifiche l'aliquota 26% dal secondo immobile per la cedolare secca affitti brevi. Non sono passate le proposte di:

  • Estensione 26% al 1° immobile (rifiutata)
  • Tetti massimi su notti/anno in città metropolitane (rinviato a regolamenti comunali)
  • Eliminazione cedolare per locazioni superiori a 90 giorni totali/anno (rifiutata)

Restano in vigore:

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Capitolo 08 / 12

Errori da evitare

Errore 1: scegliere male l'immobile al 21%

Mettere al 21% l'immobile con canone più basso = penalità fiscale fino a 1.500 €/anno per host con disparità di ricavi tra apt. Soluzione: scegliere sempre l'immobile con ricavo più alto.

Errore 2: contare immobili sbagliati

Includere pertinenze (cantina, box auto) nel conteggio = errore. Soluzione: contare solo unità immobiliari urbane autonome A/1-A/11.

Errore 3: non valutare regime ordinario per costi alti

Restare in cedolare con costi reali >40% = pagare troppo. Soluzione: simulare regime ordinario se costi documentabili sono significativi.

Errore 4: confondere immobili "destinati" e "effettivamente locati"

Un apt offerto su Airbnb ma mai locato nell'anno conta lo stesso per la soglia. Soluzione: chiudere annuncio se non si vuole locare.

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Capitolo 09 / 12

Aspetti dichiarativi: come compilare il quadro RB

L'applicazione dell'aliquota 21% o 26% in dichiarazione richiede attenzione nella compilazione del Quadro RB Sez. II del Modello Redditi PF o del Quadro B Sez. II del 730.

Una riga per immobile

Ogni unità immobiliare destinata a locazione breve va in una riga separata. La colonna 4 "Canone" riporta il canone lordo annuo (prima della commissione Airbnb scorporata). La colonna 9 "Cedolare secca" va flaggata con codice 1 (cedolare 21%) o codice 2 (cedolare 26%).

Scelta in dichiarazione

L'assoggettamento al 21% va indicato espressamente con codice 1 sulla riga dell'immobile prescelto. Tutti gli altri immobili in locazione breve ricevono automaticamente codice 2 (26%). Il software dichiarativo (CommercialistaApp, Fatture in Cloud, Studio o intermediario) avvisa in caso di errore di assegnazione multipla al codice 1.

Dato

Errore frequente: indicare codice 1 (21%) su tutti gli immobili. Il sistema rileva l'incoerenza in trasmissione e respinge la dichiarazione, oppure (se passa il controllo formale) genera avviso bonario in fase di liquidazione automatica.

Quadro RB Sez. VI per ritenute

Le ritenute trattenute da Airbnb, Booking, Vrbo (vedi Certificazione Unica Airbnb) si riportano nel Quadro RB Sez. VI per scomputarle dall'imposta dovuta. Se le ritenute superano la cedolare dovuta, scatta diritto al rimborso (Quadro RX) o al credito d'imposta da riportare nell'anno successivo.

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Capitolo 10 / 12

Cedolare 26% e mercato secondario: impatto sui prezzi

L'introduzione dell'aliquota 26% ha avuto effetti misurabili sul mercato delle locazioni brevi italiane nel 2024-2025. Secondo dati ISTAT e analisi AIGAB sui trend:

  • Riduzione marginale dei portafogli >3 immobili: PM con 4+ apt hanno spesso ceduto un immobile o passato uno in locazione lunga
  • Aumento delle conversioni a P. IVA: forfettario diventato più attraente per ricavi >45k
  • Pressione sui canoni: parte dell'aumento fiscale traslato sugli ospiti come aumento prezzi medio +3-5% annuo (Roma, Firenze, Venezia 2025)

Dato

La pressione fiscale non è l'unica variabile: si combinano effetti del CIN nazionale, regolamenti comunali (zone rosse Firenze, Venezia), riduzione concessioni nuove SCIA in centro storico.

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Capitolo 11 / 12

Gestione operativa: meno tempo, più focus sui numeri

Cedolare secca 26% quarto immobile 2026 calcolo esempi

Gestire 4 immobili in locazione breve significa coordinare:

  • 4 annunci su 3-4 piattaforme (Airbnb, Booking, Vrbo, canale diretto)
  • Calendario sincronizzato (channel manager)
  • 100-200 messaggi al giorno con ospiti in 5-6 lingue
  • Check-in remoti, raccolta documenti per Alloggiati Web e Ross 1000
  • Manutenzioni, pulizie, restocking

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Capitolo 12 / 12

Conclusione operativa

L'aliquota 26% sulla cedolare secca dal 2° immobile in poi (fino a 4) è la norma di riferimento per il 2026. La scelta su quale apt assoggettare al 21% spetta all'host in dichiarazione: conviene sempre quello con canone più alto. Per portafogli da 4 immobili con ricavi sopra i 45.000 €, il regime forfettario con apertura volontaria di P. IVA spesso conviene anche senza obbligo. Dal 5° immobile la P. IVA diventa obbligatoria e la cedolare non è più applicabile.

Prima della dichiarazione 2027 (redditi 2026): conta gli immobili effettivamente destinati a locazione breve, scegli quello con canone più alto per il 21%, valuta con commercialista se conviene comunque passare a forfettario. Per il futuro: se hai 4 immobili e vuoi crescere, pianifica direttamente la struttura impresa con codice ATECO e regime adeguato.

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Fonti normativeDL 50/2017 art. 4 c. 2 (cedolare locazione breve); Legge 213/2023 art. 1 c. 63 (Legge Bilancio 2024 aliquota 26%); Circolare Agenzia Entrate 10/E 2024 (interpretazione applicativa); DLgs 23/2011 art. 3 (cedolare secca regime sostitutivo); Legge 178/2020 art. 1 c. 595 (presunzione impresa 4 immobili); agenziaentrate.gov.it sezione cedolare secca; mef.gov.it; normattiva.it.

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Domande frequenti

Le domande che ci arrivano più spesso.

Quando si applica la cedolare secca al 26% sugli affitti brevi?+

La cedolare secca al 26% si applica dal secondo immobile destinato a locazione breve nello stesso periodo d'imposta. Il primo immobile (a scelta del contribuente in dichiarazione) resta al 21%, gli altri sono al 26% fino a un massimo di 4 immobili totali. Dal quinto immobile la cedolare non è più applicabile per presunzione di impresa (Legge 178/2020 art. 1 c. 595) e scatta l'obbligo di partita IVA con regime forfettario o ordinario.

Quanto pago di cedolare con 4 immobili in affitto breve?+

Con 4 immobili in affitto breve si applica il 21% solo al primo (a scelta del contribuente, conviene quello con canone più alto), e il 26% sui restanti 3. Esempio con ricavi 76.000 € (uno da 26.000 + tre da 16.700): cedolare 5.460 € (21% su 26.000) + 13.000 € (26% su 50.000) = 18.460 € totali. L'aliquota media effettiva è 24,3%, vicina al 26% perché 3 dei 4 immobili sono al 26%.

Come scegliere quale immobile assoggettare al 21%?+

Per massimizzare il risparmio fiscale conviene scegliere come immobile al 21% quello con il canone annuo più alto. La scelta si effettua direttamente in dichiarazione dei redditi compilando il Quadro RB Sez. II del Modello Redditi PF o il Quadro B Sez. II del 730 indicando l'opzione cedolare 21% per uno specifico immobile e 26% per gli altri. La differenza tra scelta ottimale e sbagliata può arrivare a 1.000-2.000 € annui.

Conviene aprire partita IVA forfettario invece della cedolare 26%?+

Per portafogli da 3-4 immobili con ricavi sopra i 45.000 € il regime forfettario con partita IVA volontaria spesso conviene anche senza obbligo. Coefficiente 40% sui ricavi + imposta sostitutiva 15% + contributi INPS 26,07% restituiscono in media un costo fiscale inferiore alla cedolare con prevalenza del 26%. Vanno considerati i costi aggiuntivi del commercialista (800-1.500 €) e dell'iscrizione CCIAA (120-250 €). Il break-even è intorno a 45.000 € di ricavi annui.

Le pertinenze (cantina, box auto) si contano nei 4 immobili?+

No, le pertinenze come cantine, box auto e garage non si contano nel limite dei 4 immobili per l'aliquota 26%. Si considerano immobili solo le unità immobiliari urbane autonome con accatastamento separato categoria A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11. Le pertinenze (categoria C/2, C/6, C/7) sono escluse dal conteggio anche se locate insieme all'immobile principale. Conta anche solo l'effettiva destinazione a locazione breve nell'anno.

Posso evitare il 26% convertendo un immobile in locazione lunga?+

Sì, convertire un immobile da affitto breve a locazione lunga (4+4 o 3+2) lo esclude dal conteggio dei 4 immobili destinati a locazione breve. La cedolare sulla locazione lunga abitativa resta al 21% (libero mercato) o al 10% (canone concordato in zone agevolate). Esempio: con 4 immobili totali, di cui 3 in locazione breve e 1 in locazione lunga, si applica cedolare breve solo sui 3 (1 al 21% + 2 al 26%) e cedolare separata sul 4° lungo termine.

L'aliquota 26% vale anche se l'immobile è in comproprietà?+

L'aliquota si applica al singolo contribuente in base ai suoi immobili destinati a locazione breve. Se l'immobile è in comproprietà, ciascun comproprietario dichiara la propria quota e applica le aliquote in base ai propri immobili. Coniugi cointestatari di 4 immobili ciascuno restano sotto soglia individualmente, ma serve coerenza nei contratti, nelle dichiarazioni dei redditi e nella titolarità delle prenotazioni. La distribuzione formale degli immobili tra coniugi può essere strategia legittima di ottimizzazione.

La cedolare 26% è confermata per il 2026?+

Sì, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato senza modifiche l'aliquota cedolare secca al 26% dal secondo immobile in poi per le locazioni brevi, come introdotta dalla Legge 213/2023 art. 1 c. 63 (Legge Bilancio 2024). Non sono passate le proposte di estensione del 26% al primo immobile, dei tetti notti/anno in città metropolitane o dell'eliminazione cedolare per locazioni oltre 90 giorni. Restano in vigore le aliquote 21% (primo) e 26% (secondi-quarti) e l'obbligo P. IVA dal 5° immobile.